La Sessualità e i suoi nemici – IL PAPILLOMA VIRUS

scritto da: Alice Natoli
by: skindeep.it

Arriva l’estate e anche quest’anno, torna alla ribalta il tormentone delle infezioni sessualmente trasmesse (IST).

Parliamo questa volta dell’infezione da Virus del Papilloma Umano (HPV) che si sta imponendo all’attenzione mediatica per l’elevato numero di contagi annui.
Si stima che oltre il 70% della popolazione sessualmente attiva contrae l’infezione nell’arco di vita ma la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi.

Le categorie più a rischio?
Il papilloma virus è un problema soprattutto al femminile. Nell’uomo infatti, anche se il virus può colpirne l’apparato genitale, non provoca quasi mai il cancro. Adolescenti e giovani adulte quindi i soggetti più a rischio, l’80% delle donne che contrae il virus ha meno di 50 anni.
In Europa colpisce più di 33 mila donne e circa 15 mila muoiono ogni anno. Non meno allarmante la situazione in Italia. 3.500 donne si ammalano ogni anno nel nostro Paese e per circa il 50% delle donne, l’infezione è letale. È stato inoltre accertato che il papilloma virus è responsabile del tumore al collo dell’utero nel 99% dei casi, del 90% dei tumori dell´ano, del 40% dei tumori della vagina, della vulva e del pene, del 12% dei tumori dell´orofaringe e del 3% dei tumori del cavo orale.

Sintomi e segni – Come si contrae e come si manifesta?
Riconosciamo l’infezione in quanto i condilomi genitali possono causare disturbi durante i rapporti sessuali o presentare sanguinamento. Le forme più aggressive che possono evolvere verso il cancro, invece, non danno sintomi se non quando il cancro è già in fase avanzata.
Ma come si trasmette l’infezione? Si tratta di una infezione a trasmissione sessuale, per contatto con tessuti infetti e il rischio aumenta proporzionalmente al numero di partner sessuali e alla precocità dei primi rapporti. Marginale la casistica relativa a trasmissioni non sessuali del virus (improbabile la trasmissione per via ematica e tramite il latte materno).

Prevenzione primaria e secondaria
Per proteggersi dal contagio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci riporta all’ABC.

A per Abstinence. Nessuna esposizione, nessun rischio. Certamente inattuabile nella nostra realtà tuttavia, dobbiamo imparare ad astenerci dalle situazioni più rischiose. Un no a partner di cui conosciamo poco può essere un’arma efficace. Oltre a essere una strategia eccellente per tenere alla larga delusioni cocenti.
B per Be faithful (fedele), ovvero cercare di mantenere il più basso possibile il numero di partner. Il rapporto monogamico, quando tutti e due i partner sono sani, è certamente un mezzo di difesa sicuro ed efficace. Matematicamente, all’aumentare del numero di rapporti a rischio, aumentano le probabilità di contagio.
C per Condom. Il profilattico rappresenta il mezzo più sicuro per difendersi dalle ITS. Per quanto riguarda l’HPV il grado di protezione è più basso, proprio perché la trasmissione avviene attraverso il contatto con zone cutanee infette in prossimità degli organi genitali. Tuttavia l’utilizzo del profilattico è importante ed è assolutamente raccomandabile anche perché esiste la possibilità di trasmissione attraverso lo scambio di liquidi organici (spermatici e vaginali).

Anche la prevenzione (secondaria) rimane estremamente utile. La maggior parte dei tumori del collo dell´utero e delle morti possono essere prevenute attraverso l´identificazione precoce delle lesioni precancerose mediante il Pap test, mentre non esistono metodiche di screening per la diagnosi precoce dei tumori HPV-correlati della vulva, della vagina, del pene, dell´ano e della cavità orale.
Il pap test, per essere efficace, deve essere ripetuto ogni 3/5 anni e in caso risultasse positivo bisogna percorrere un complesso iter di accertamenti. Una parte consistente dei cancri in Italia si verifica in donne che non ripetono con regolarità il test o con un pap test anormale e accertamenti non completati.
Per quanto riguarda il nostro partner, non esiste ancora una metodologia che diagnostichi con sicurezza il virus nel maschio. Nella maggior parte dei casi è dunque inutile sottoporlo al test per l’HPV mentre è consigliabile il controllo dal medico, da un dermatologo o presso un centro specializzato in malattie sessualmente trasmissibili in caso di condilomatosi florida.

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